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Dante Savina: Scrittore Patèrnese

 

 

 

 

 

 

 

  ”..Certamente quelli della mia generazione, ricorderanno ciò che faticosamente faceva la nostra gente negli anni bui del dopoguerra del ‘quaranta, fino all’inizio della  ripresa economica e sociale degli anni ‘sessanta e ‘settanta del secolo scorso ..”

 

“.. I padri si alzavano di prima mattina per accudire il bestiame e per andare a lavorare i campi ..”

“.. squadre di quattro cinque uomini, per tutto il periodo sopra citato, si dedicavano allo scasso del terreno per l’impianto dei vigneti o per la preparazione dei campi destinati alla semina delle leguminose, in modo particolare per fave e piselli, o per le patate “canapine” buonissime da mangiarle lesse. E sapete quale era l’attrezzo adoperato per simili lavori? Il famoso bidente dalle “corna” lunghe dai venti ai trenta centimetri, che per farle conficcare nel terreno, richiedeva una forza bestiale ..”

“.. gli unici mezzi di trasporto all’epoca erano i carri e i carretti. All’ora che i giovani si alzavano, i padri per non perdere tempo, avevano già preparato i mezzi per portarsi in campagna. Una volta sui carri, questi valorosi giovani, un po’ per svegliarsi meglio, un po’ per tirarsi su, iniziavano a cantare, e così fra un canto e l’altro e una volta sul campo trascorrevano la giornata.

 

   Sono ricordi bellissimi, di una Italia che non c’è più. Ora siamo nell’epoca del consumismo, della gente che non ha più il tempo di sorridere, sempre presa dalle preoccupazioni più strane e da quella voglia di fare o frettolosamente andare, senza sapere esattamente cosa fare o quale meta raggiungere. Stiamo vivendo un periodo di insicurezza assoluta e questo certamente non è salutare per nessuno. Sia per i singoli, sia per le famiglie, come per l’intera comunità.

 

Qualcuno si chiederà, oltre alle faccende domestiche e di campagna, cos’altro facevano le donne dell’epoca? È presto detto. Fra le ragazze c’era chi si dedicava al ricamo, chi alla maglia, ecc, ecc. Erano comunque sempre occupate nel fare qualcosa di utile per la famiglia. Le donne anziane invece, erano in altre cose affaccendate.

 

   Era abitudine a quei tempi, che durante la stagione estiva, le reti dei letti, venissero portate fuori casa, per poi batterle con un apposito attrezzo, per ripulirle dai numerosi insetti in esse annidati. Si trattava per la maggior parte di pulci, che durante le notti si arrampicavano sulle pareti della stanza da letto. Che spettacolo amici! Come già più volte detto in precedenza, erano tempi bui, da non rimpiangere.

 

   Un altro ricordo, come le nostre madri passavano le ore calde della giornata fuori delle loro abitazioni, è questo: si mettevano i bambini sulle gambe, per ripulirli di quelli che il barbiere chiamava” carri armati tedeschi”, passavano con forza un pettine a denti stretti sulle loro teste, per ripulirli di quegli animaletti chiamati pidocchi, che successivamente, schiacciavano con le unghie dei pollici.

 

   Un’altra cosa che facevano le donne negli anni di riferimento. Questa volta però, l’incombenza del lavoro spettava alle donne giovani e giovanissime. Era quella di andare a prendere l’acqua per uso domestico, nella fontana pubblica. Forse solo tre o quattro famiglie disponevano del prezioso liquido con allaccio alla condotta comunale nelle abitazioni. Le altre, erano tutte costrette ad andare ai pubblici rubinetti se volevano l’acqua.

 

   A prima vista, poteva sembrare una fatica, tutto questo per le giovani donne, invece, così non era. Addirittura qualche ragazza, mentre la madre non era in cucina, buttava l’acqua contenuta nella conca di rame dentro il lavandino, per poi avere l’occasione per uscire di casa. Per fare che cosa? Era l’unica occasione buona per incontrarsi con l’amoroso e forse darsi qualche bacetto.

 

   Delle volte, qualche ragazza, per rimanere qualche minuto in più con il fidanzato, era costretta a sopportare il peso della conca con il suo contenuto, poggiata con arte sulla testa, per fare cosa? Per il piacere del ripetersi del bacio, e casomai per ricevere una semplice carezza .

 

Casella di testo: Notizie Marsicane
Casella di testo:       ha  pubblicato il Libro:


         —    I RICORDI DELLA MIA VITA  —
Casella di testo: I RICORDI DELLA MIA VITA

PREMESSA

     Nell’accingermi a scrivere questo libriccino dei ricordi della mia vita, vissuta quasi per intero in un piccolo paese della Marsica, in provincia di L’Aquila, ho avuto qualche dubbio se intitolarlo “Paterno dai piccoli passi”, in riferimento alle opere pubbliche dal comune di Avezzano realizzate con una lentezza certamente non giustificata, oppure “Ricordi” di una vita vissuta da quasi ottantenne.

    Un amico intellettuale da me interpellato, venuto a conoscenza, in via di massima, di quello che intendevo scrivere, senza alcun dubbio mi rispose: il titolo deve essere i “Ricordi di una vita” e così è stata la decisione finale.

    Paterno, paese agricolo per eccellenza, è situato all’incirca nel centro della Marsica. Fu distrutto completamente dal terremoto nell’anno 1915. Erano le ore sette e cinquantacinque minuti del giorno 13 gennaio, quando si scatenò il cataclisma che, in pochi secondi, provocò immensi danni e tanti dolori agli abitanti del vecchio nostro paese. Centinaia furono i morti, molti i feriti, e tanti quelli che rimasero sotto le macerie per diversi giorni. Ci fu l’intervento del Regio Esercito a soccorrere la popolazione smarrita, molto infreddolita dal clima invernale, e addolorata per l’accaduto. Molti furono trasportati a Roma, e ai morti, data la difficoltà del momento, fu data una sepoltura come meglio si poteva.

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Casella di testo: COMMENTO

Con piacere riporto nei miei Siti Web
 le notizie della pubblicazione del Libro dello scrittore patèrnese: Dante Savina.
  

           — I Ricordi Della Mia Vita —

  
Il Testo è interessante dal punto di vista umano e storico, perché Dante, con discrezione, oculatezza e perizia, riesce a scuotere la sensibilità di ciascuno di noi, e da la possibilità alle attuali e future generazioni di conoscere quali erano le vere abitudini e le usanze di un tempo; mentre fa rivivere ai suoi coetanei i ricordi dei bei tempi di gioventù, purtroppo andati. 

Ringrazio l’amico Dante per l’ottimo lavoro,
 e auguro al suo Libro buona fortuna.  

 Chi volesse ricevere il Libro: 

— I RICORDI DELLA MIA VITA —

              può richiederlo inviando un’ e-mail a:

                



 



        
       Le richieste saranno notificate all’Autore. 

Casella di testo:

 

  luigi.tudico@gmail.com

 

—  I RICORDI DELLA MIA VITA

 

   ALCUNI MOMENTI,  ESTRATTI DAL CAPITOLO  “USI E ABITUDINI DI NOI PATERNESI” 

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COME ERAVAMO

La fotografia è stata scattata in Paterno Dei Marsi, probabilmente negli anni ‘55 ÷ ‘60 del XIXo secolo.

Si nota lo squallore di allora, e le donne che lavano i panni nel pubblico lavatoio.

Casella di testo: TUTTE LE FOTO DELLA PRESENTAZIONE:
cliccare nel riquadro
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Galleria Fotografica Paternese

Ciccare sulle foto

 

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                      QUI: IMPIANTI “SISTEMA AERFERRISI”

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